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    <title>Mimma Alfonzo Miani - Politica</title>
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    <description>per il Consiglio del Municipio Roma XV</description>
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    <title>Ha ragione Salvati. Per non fallire al Pd serve un congresso</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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  &lt;head&gt;



  &lt;/head&gt;
  &lt;body&gt;
    &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 8.5pt; font-family: tahoma&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
    &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 8.5pt; font-family: tahoma&quot;&gt;Di Alfonso Pascale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
    &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 8.5pt; font-family: tahoma&quot;&gt;Michele Salvati ha scritto un lungo articolo su “Il Riformista” in cui elenca le difficoltà che incontra il progetto del Partito democratico e sollecita “un congresso ben preparato” per evitare che il partito possa fallire. L&#039;autore è tra gli intellettuali italiani quello che ha maggiormente contribuito alla definizione del progetto del Pd. E proprio per questo la sua opinione è preziosa per comprendere la situazione attuale. Vorrei tentare di riassumere i problemi che egli intravede in quattro punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Le vecchie appartenenze continuano a dividere il partito e un nuovo patriottismo “democratico” non si è ancora formato. Sui temi della famiglia e delle convivenze, sui temi eticamente più delicati, sulla laicità, sui rapporti con la Chiesa cattolica e le altre confessioni, ci sono differenze reali che sarebbero facilmente componibili se non si sovrapponessero a vecchie appartenenze organizzative. Per come si sono svolte, le primarie non sono state un’occasione di rimescolamento delle vecchie forze o di ingresso di nuove, ma un semplice veicolo mediante il quale si sono trasferiti nel nuovo partito i due ceti politici di Ds e Dl nelle proporzioni fotografate al momento della fusione. Sicché abbiamo un partito “a canne d’organo”, a pilastri paralleli, attentissimi alla propria indipendenza e alle proporzioni relative, pronti alla polemica tutte le volte che le proprie bandierine sono minacciate. Ma senza un’emulsione fine tra riformismi laici e riformismo cattolico il progetto del Pd fallisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) L’attuale statuto è un compromesso precario e instabile tra il vecchio modello del Pci e, per certi versi, della Dc e il modello di partito aperto ai potenziali elettori ma incapace di mobilitare la partecipazione effettiva degli iscritti. Bisogna trovare una soluzione che sia chiara e lealmente accettata dai sostenitori dei due modelli. Senza un compromesso accettabile il partito è come se non esistesse. Non c’è partecipazione democratica, non c’è cura nella promozione di nuovi gruppi dirigenti. Fortunatamente questo problema non si sovrappone alla difficoltà precedente, giacché “tradizionalisti” e “primaristi”, con una netta prevalenza dei primi, sono ben distribuiti nel ceto politico che proviene dai due vecchi partiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) C’è nel Pd un forte divario nella concezione delle alleanze politiche, che potrebbe rivelarsi dirompente qualora si dovesse por mano ad una revisione della legge elettorale. Per ora il problema non si è posto perché al centrodestra va bene la normativa esistente. Ma se si dovesse andare verso una legge elettorale di tipo tedesco, proporzionale con sbarramento e senza premio di maggioranza per la coalizione, che favorirebbe il formarsi di una forza politica di centro, il progetto del Pd come tentativo di fusione delle tradizioni riformiste laiche e cattoliche, sarebbe probabilmente minacciata. Sono molti nel Pd, sia di provenienza Ds che Dl, a guardare con interesse ad una possibile alleanza con l’Udc e – se e quando sarà possibile – ad una legge elettorale di tipo tedesco. Ma se malauguratamente dovesse accadere, il Pd rischierebbe il fallimento, perché la strategia dell’Ulivo era strettamente legata ad una legge elettorale maggioritaria, alla possibilità di alternanza, alla formazione di due coalizioni contrapposte e tra cui gli elettori devono scegliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Il Pd aveva scommesso molto nel dare di sé l’immagine di un partito responsabile, con idee proprie su ogni problema di governo, pronto a contrastare i provvedimenti della maggioranza se da quelle idee si discostano, ma anche a collaborare se è possibile trovare una mediazione benefica per il Paese. Ma oggi prevale l’immagine di un partito ostile in via pregiudiziale, senza curarsi più di tanto di proporre alternative ai provvedimenti che critica. E’ un’immagine più facile da coltivare e che riscuote il consenso di una buona parte del popolo di sinistra, pigramente assuefattosi all’idea che alla demonizzazione della sinistra da parte di Berlusconi si debba necessariamente rispondere con la demonizzazione della destra. Coloro che sono convinti di questo costituiscono un bacino elettorale dove è forte la concorrenza di Di Pietro. Ma lo spirito del Lingotto e del governo ombra si è disperso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere, all&#039;interno di queste problematiche si scontrano due visioni estreme: 1) quella di coloro che puntano al fallimento del progetto del Pd e ritengono che la via d’uscita dalle quattro difficoltà elencate da Salvati sia quella di lasciare liberi tutti in un gioco proporzionale e di ricostituire un centro-sinistra con un robusto trattino in mezzo; 2) quella di coloro che pensano ad un rilancio del progetto del Pd, ritenendo che finora non si è stati sufficientemente coraggiosi nel realizzarlo. &lt;br /&gt;Queste due posizioni sono entrambe comprensibili e legittime, come lo sono altre possibili, intermedie. Il guaio è che non vengono fuori con chiarezza. Ecco perché Salvati sostiene – ed io concordo con lui – che ci vuole un congresso molto ben preparato, da dirigenti che si rendono conto del pericolo. Solo con un Pd fuori dal guado e con una strategia chiara e condivisa dalla maggioranza degli iscritti sarà possibile ai riformisti essere in campo per contribuire a fronteggiare la crisi economica e, contestualmente, per rinsaldare l&#039;etica nella politica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
  &lt;/body&gt;
&lt;/html&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mimmamiani.it/index.php?/archives/89-Ha-ragione-Salvati.-Per-non-fallire-al-Pd-serve-un-congresso.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Ha ragione Salvati. Per non fallire al Pd serve un congresso&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Mon, 15 Dec 2008 18:10:24 +0100</pubDate>
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    <title>lettera accorata dei docenti universitari</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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    &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;2&quot; width=&quot;100%&quot; id=&quot;INCREDIMAINTABLE&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td id=&quot;INCREDITEXTREGION&quot; dir=&quot;ltr&quot; width=&quot;100%&quot; style=&quot;font-size: 12pt; direction: ltr&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Palatino Linotype&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#ff0000&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; color: red; font-family: &#039;Palatino Linotype&#039;&quot;&gt;L&amp;rsquo;assemblea si svolgera&amp;rsquo; il 22 ottobre alle &lt;span style=&quot;background: yellow&quot;&gt;ore 16&lt;/span&gt; ( &amp;#160;nell&amp;rsquo;aula 1 della Facolta&amp;rsquo; di Lettere e Filosofia de &amp;ldquo;la Sapienza&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class=&quot;Section1&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Palatino Linotype&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#ff0000&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; color: red; font-family: &#039;Palatino Linotype&#039;&quot;&gt;Si prega di dare massima diffusione&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Palatino Linotype&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#ff0000&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; color: red; font-family: &#039;Palatino Linotype&#039;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Palatino Linotype&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#ff0000&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; color: red; font-family: &#039;Palatino Linotype&#039;&quot;&gt;Grazie&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;hr width=&quot;100%&quot; size=&quot;2&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face=&quot;Tahoma&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Tahoma&quot;&gt;Da:&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font face=&quot;Tahoma&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Tahoma&quot;&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Inviato:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; domenica 12 ottobre 2008 9.42&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Oggetto:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; lettera dei docenti alle famiglie&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot; color=&quot;#000080&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; color: navy; font-family: Arial&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Cari genitori,&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;noi docenti di varie Universit&amp;agrave; italiane desideriamo avere un contatto diretto con voi, con le mamme e i pap&amp;agrave; che hanno figlie e figli studenti nelle nostre Facolt&amp;agrave;. Le ragioni di questo invito sono molteplici. Voi inviate i vostri figli, spesso con &amp;#160;duri sacrifici economici, a continuare gli studi superiori nella speranza di&amp;#160; garantir loro una prospettiva di lavoro qualificato e dignitoso. Ma oggi sentite vacillare la certezza che questo vostro sforzo&amp;#160; venga coronato da successo. La grande stampa e i media che denunciano - a giusta ragione &amp;ndash; casi intollerabili di nepotismo, o fenomeni gravi di illegalit&amp;agrave; nei concorsi e nelle assunzioni, hanno macchiato gravemente l&amp;rsquo;immagine dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana. Esistono, in effetti, in alcuni punti del sistema, impedimenti al riconoscimento del merito. Ma questa sacrosanta denuncia crea una grave distorsione della realt&amp;agrave;. Come dimostrano i risultati relativi al successo dei nostri giovani nella ricerca internazionale, la nostra Universit&amp;agrave; &amp;egrave; composta in grandissima parte di docenti di valore, che si dedicano con passione alla ricerca e all&amp;rsquo;insegnamento. I risultati spesso straordinari che professori italiani raggiungono tanto nella ricerca che nell&amp;rsquo;insegnamento sono tanto pi&amp;ugrave; degni di nota quanto pi&amp;ugrave; ottenuti in un contesto di drammatica precariet&amp;agrave; di risorse e di servizi. Negli ultimi anni le nostre Facolt&amp;agrave; hanno dovuto far fronte a una crescita straordinaria di domanda di istruzione che &amp;egrave; un segno di vitalit&amp;agrave;&amp;#160; della societ&amp;agrave; italiana. Migliaia di giovani che prima entravano precocemente nel mondo del lavoro, oggi continuano gli studi migliorando la loro preparazione e formazione.Ma ad essi non sono assicurate spesso aule dignitose, biblioteche, spazi per gli studi. &amp;#160;La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che da alcuni anni i governi della Repubblica vanno sottraendo sempre pi&amp;ugrave; risorse ai bilanci gi&amp;agrave; drammaticamente inadeguati delle Universit&amp;agrave;. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&amp;#160;La nuova L.133 di quest&amp;rsquo;anno prevede un ulteriore taglio di ben 1500 milioni di euro per i prossimi 5 anni. E&amp;rsquo; evidente la volont&amp;agrave; di emarginare l&amp;rsquo; Universit&amp;agrave; pubblica, costringere le Facolt&amp;agrave; ad innalzare severamente le tasse di iscrizione&amp;#160; e di selezionare gli accessi degli studenti sulla base del loro reddito familiare. Cos&amp;igrave; l&amp;rsquo; Universit&amp;agrave; &amp;egrave; destinata a esistere solo per pochi ragazzi. E d&amp;rsquo;altra parte, la possibilit&amp;agrave; che la legge offre ai Rettori di trasformare le Universit&amp;agrave; in fondazioni private conferma questa volont&amp;agrave; da parte delle forze di governo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Crediamo che tali problemi non siano solo affare dei docenti. Ma sono problemi anche degli studenti e delle famiglie. Sono problemi che riguardano la formazione delle nuove generazioni e dunque l&amp;rsquo;avvenire stesso del nostro Paese, che sempre meno investe in cultura e ricerca rispetto a gran parte dei Paesi del mondo. Ricordiamo che gli USA spendono per ogni studente 24.370 dollari all&amp;rsquo;anno, la G:B 13.506, la Germania 12.446, l&amp;rsquo;Italia, in coda, 8.026. Noi vogliamo affrontare realisticamente i nodi, pensare anche a soluzioni ragionevoli da proporre alla controparte governativa. Perci&amp;ograve; vi invitiamo negli spazi antichi e nuovi delle Universit&amp;agrave; italiane a discuterne &amp;#160;insieme a docenti e studenti. Il &amp;#160;&amp;#160;giorno&amp;#160; 22 ottobre all&amp;rsquo;Aula I della Facolt&amp;agrave; di Lettere &amp;#160;della Sapienza, alle &lt;font color=&quot;#ff6600&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600&quot;&gt;ore 16,&lt;/span&gt;&lt;/font&gt; si terr&amp;agrave; un incontro aperto alle famiglie e a tutte le forze sociali e sindacali. Analoghi iniziative saranno intraprese in altri atenei d&amp;rsquo;Italia&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Piero Bevilacqua&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Mario Alcaro&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Raffaele Perrelli&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Giorgio Inglese&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Giuseppe Cantarano&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Claudio Natoli&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Maria Antonietta Visceglia&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Anna Esposito&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Leandra D&amp;rsquo;antone&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Marina Caffiero&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&amp;#160;E molti altri docenti.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; 
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    <pubDate>Wed, 15 Oct 2008 11:32:11 +0200</pubDate>
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    <title>Prima di tutto</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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    &lt;p style=&quot;text-align: center&quot; class=&quot;EC_MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;4&quot; color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13.5pt; color: blue; font-family: Verdana&quot;&gt;Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perch&amp;egrave; rubacchiavano.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;4&quot; color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13.5pt; color: blue; font-style: italic; font-family: Verdana&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana&quot;&gt;Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perch&amp;egrave; mi stavano antipatici.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana&quot;&gt;Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perch&amp;eacute; mi erano fastidiosi.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana&quot;&gt;Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perch&amp;egrave; non ero comunista.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana&quot;&gt;Un giorno vennero a prendere me e non c&#039;era rimasto nessuno a protestare.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center&quot; class=&quot;EC_MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center&quot; class=&quot;EC_MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot;&gt;Bertolt Brecht&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;font face=&quot;Verdana&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Sun, 03 Aug 2008 00:00:00 +0200</pubDate>
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    <title>Avviso d’emergenza</title>
    <link>http://www.mimmamiani.it/index.php?/archives/56-Avviso-demergenza.html</link>
            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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    &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Furio Colombo  UNITA 160608&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voci di estremo allarme si alzano nel Paese in cui un nuovo governo aveva fatto finta, sulle prime, di essere normale, un qualunque governo di destra europeo. Improvvisamente annuncia di seguito - e si prepara a imporre per decreto e con l’approvazione automatica della sua maggioranza - una serie di leggi con cui inventa un clima di tensione e paura. E risponde a quel clima inventato con leggi liberticide, anticostituzionali e contro il diritto di sapere. L’opinione pubblica libera e informata viene proclamata il nemico da eliminare. Si rivela il volto del nuovo governo. Come è stato detto da Antonio Di Pietro, è un volto che evoca paesi ad alto rischio come la Colombia. Ecco alcune voci che descrivono il nostro Paese oggi.   Stefano Rodotà: «Siamo di fronte a un fenomeno che l’Italia ha conosciuto in altri decenni: le leggi speciali.   Giovanni Sartori: «La Carta della prima Repubblica non è stata abolita perché non c’è più bisogno di rifarla. La si può svuotare dall’interno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  . Basta paralizzare la magistratura. Alla fine il potere politico comanda da solo».  Marco Travaglio: «Personalmente annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quello che so. Continuerò a pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all’art. 21 della Costituzione e all’art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo».  Eugenio Scalfari: «Attenti al risveglio. Può essere durissimo. Può essere il risveglio di un Paese senza democrazia».   Ecco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio «per ragioni strategiche»; uso dei soldati per il pattugliamento delle aree urbane; divieto quasi assoluto delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso «lodo Schifani». Torna il passato e torna al peggio. Rivediamolo.    *  *  *                Un giorno dell’anno 2002, il secondo anno di direzione de  l’Unità  rinata e rifondata (non più di partito, non più vincolata ad alcuna ortodossia, ispirata alle battaglie «liberal» della stampa anglosassone, pragmatica e intransigente) direttore e il condirettore di questo nuovo corso (ovvero Antonio Padellaro e io) si sono presentati a una assemblea di senatori Ds per spiegare perché nel descrivere le imprese del governo Berlusconi di allora, fondato su una serie di «leggi vergogna», di «leggi ad personam» e di progetti di svuotamento o annullamento della seconda parte della Costituzione (in modo da colpire, sterilizzandoli, i principi democratici fondanti della prima parte della Costituzione, da cui nasce la nostra libertà) perché  l’Unità  usasse ripetutamente e con piena convinzione la parola «regime».  L’accusa era di estremismo. Ma uno strano estremismo. Non eravamo colpevoli di squilibri e tensioni ideologiche. Il nostro singolare e mal tollerato estremismo non si misurava sulla causa dei lavoratori ma sulle accuse al primo ministro. Dicevamo che godeva della speciale potenza, di una ricchezza immensa e che usava liberamente, impunito, i vantaggi di un gigantesco conflitto di interessi che gli consentiva di governare insieme il pubblico e il privato e di bloccare le informazioni, stava dando segni sempre più chiari di tracimare ogni argine, passare ogni limite, e piegare norme e leggi, anche europee, ai suoi interessi privati. Già allora l&#039;operare politico di Berlusconi era come una bomba a grappolo. Ogni nuovo colpo assestato ai codici italiani portava immediate conseguenze private per il legislatore-beneficiario, un serie di distorsioni e anomalie estranee all’Europa nel sistema giuridico e una catena di conseguenze di fatto su soggetti estranei, come il blocco o l’impossibilità di decine di altri processi o la cancellazione di fatto di altre azioni penali.  Ma l’accusa è rimasta, come se si fosse trattato di un ossessione privata e personale. La frase tipica era: dire «regime» è una sciocchezza.  Un governo può essere più o meno buono ma la nostra democrazia è intatta».  Non era intatta. E ci è voluto un referendum popolare per cancellare le gravi ferite arrecate alla costituzione. Una legge elettorale clamorosamente antidemocratica è ancora in vigore, e sono rimaste intatte tutte le leggi vergogna e ad personam che hanna reso ridicola o brutta l’immagine italiana nel mondo democratico ai tempi del primo Berlusconi.        *  *  *                        Ed eccoci arrivati alla nuova prova mortale a cui è sottoposta adesso la democrazia italiana. In nome di un dialogo che - ormai deve essere evidente ed è certo chiaro ai milioni di cittadini che hanno votato Pd - sarà impossibile, la opposizione continua a esprimersi con i toni garbati e rispettosi della normale vita democratica. Quei toni, quanto alle civilissime intenzioni che esprimono, fanno onore a chi le usa. O meglio, facevano onore a chi voleva ostinarsi a credere nella normalità, forse in base al sempre atteso ma raro miracolo della fede che muove le montagne.  Ma niente è normale nella situazione italiana che stiamo vivendo.  Tutta l’energia, la bravura tecnica e la forza politica che ci servirebbe in un mondo attanagliato da una crisi gravissima, per proteggere i cittadini dai danni più gravi, collaborare fra noi e collaborare col mondo, vengono dirottati in alcune ossessioni che riguardano esclusivamente interessi personali o politici di alcune persone in Italia.  È un delitto contro il Paese, spinto dentro strade senza sbocco, tenuto stretto in una morsa di paura insensata. La militarizzazione del territorio serve per coprire l’incapacità di risolvere il problema dei rifiuti al modo facile e immediato che era stato sbandierato in campagna elettorale. Berlusconi, incapace di capire e di risolvere la questione, ricorre all’occupazione militare.   L’invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città esalta la paura, inventa una emergenza, rende unica l’Italia in Europa (e certo i fucili spianati di soldati non addestrati all’ordine pubblico non è un invito al turismo) e - se ci fossero i problemi che, per fortuna non ci sono - aggraverebbe i rischi di incidenti. Comunque, farà sparire provvisoriamente i criminali, che sanno come riorganizzarsi, e lascerà gli immigrati isolati e spaventati a fare da esca per le ronde militari. Bisognerà pure arrestare qualcuno. Quanto alle intercettazioni vietate, esse stanno già raccogliendo l’opposizione netta di tutta l’Europa libera, giornalisti, giuristi, difensori dei diritti civili. È bene annunciare per tempo, anche in Italia, la disobbedienza civile per evitare di farsi complici di un progetto estraneo al diritto, alla Costituzione, ai codici europei e italiani, e al buon senso. Perché è impensabile che un governo voglia fare sua la battaglia per creare uno scudo salva- malfattori. Ma se questo è lo scopo, dovrà avere tutta l’opposizione che merita. Speriamo che il Partito Democratico si renda conto che questa è la sua battaglia, pena la caduta in un vuoto senza storia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt; 
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    <pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:23:34 +0200</pubDate>
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    <title>Comune, tagli a cultura e servizi </title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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Dalla manutenzione stradale agli aiuti alle fasce più deboli, dai festival musicali ai centri estivi per bambini: tutti progetti che saranno cancellati.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Gli anziani non potranno più fare nuoto alla piscina Aurelia. &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;Chiudono i battenti i centri aggregativi del Trullo e di Ponte Galeria. &amp;quot;Il premio d´Andrè, diventato importante a livello nazionale, e che si tiene ogni anno alla Magliana dovrà saltare – racconta Gianni Paris, presidente del municipio XV - È una situazione al collasso. Alcune cooperative aspettavano dei compensi, ma ho già comunicato che con l´attuale situazione la liquidità è pari a zero&amp;quot;. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Nel municipio VI, è sfumato un milione e mezzo di euro per rifare strade e marciapiedi. Ma non solo. Molte iniziative culturali sono state sospese. Bloccata la programmazione de &amp;quot;Il villaggio dei ragazzi&amp;quot; a villa Gordiani che doveva partire il 15 giugno e anche le attività previste nell´isola pedonale del Pigneto. &amp;quot;C´è ancora qualche giorno di tempo per sapere se i centro estivi per i ragazzi riusciranno a partire – sottolinea Giammarco Palmieri, presidente del municipio VI – ma il rischio è che non riusciamo poi a mantenerli&amp;quot;. Danneggiate le fasce più deboli: il servizio di alloggi di transito per famiglie in emergenza abitativa non potrà essere garantito. &lt;br /&gt;Stop ai lavori per la riqualificazione di piazza dei Consoli a Cinecittà, un restyling molto atteso dai cittadini che non potrà iniziare. E molte scuole del municipio X non potranno essere messe in sicurezza. Sono già saltati due bandi: quello di assistenza ai minori che escono dal carcere e quello per i malati psichiatrici. &amp;quot;Il bilancio culturale è stato dimezzato – dice Sandro Medici, presidente del municipio X – Così non potrò fare il concerto di Capodanno per i giovani e anche il festival teatrale Bella Ciao di Ascanio Celestini, che si tiene come sempre settembre, viene annullato. Io non ho i fondi, il festival si può fare solo se viene finanziato dall´assessorato comunale alla Cultura&amp;quot;. E se la situazione non dovesse cambiare a fine giugno chiude un servizio d´eccellenza come il &amp;quot;social center&amp;quot;, uno sportello unico dove i cittadini possono rivolgersi per le visite sanitarie. &lt;br /&gt;Sarà ritardata l´apertura della ludoteca a piazza Merolli ai Colli Portuensi. E slittano i campi estivi per i più piccoli &amp;quot;È stato approvato dal Comune un ordine del giorno che si impegna a convocare il prima possibile la consulta dei presidenti – commenta Fabio Bellini, presidente del municipio XVI - È assurdo che si giochi tutta la partita sull´interpretazione dei singoli casi che dipendono dai dirigenti di ogni ragioneria, ognuno dei quali deve decidere se un servizio è essenziale o meno&amp;quot;. Per l´estate poi bisogna dire addio anche alle rassegne cinematografiche, teatrali e musicali del municipio VII. &amp;quot;Ci è arrivata una circolare solo per conoscenza a noi presidenti – incalza Roberto Mastrantonio, presidente del municipio VII – mentre sarebbe stato opportuno prima di tagliare tutti i fondi fare una riunione e discuterne tutti insieme&amp;quot;. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; color=&quot;#000000&quot; size=&quot;3&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:12:54 +0200</pubDate>
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    <title>D'Alema </title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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    &lt;div class=&quot;Section1&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; color=&quot;#000000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;h1&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;inserisco questo interessante articolo&lt;/font&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;Non si deve rincorrere il Pdl sulla sicurezza. Sul Pd: bisogna allearsi, con il 33% non si è autosufficienti&lt;/h1&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;ROMA &lt;/span&gt;— Massimo D&#039;Alema, ovvero la voglia di voltare pagina. Lo fa capire con chiarezza riuscendo ad infilare, incalzato da Lucia Annunziata a In mezz&#039;ora, tutto ciò che voleva dire sulla crisi del centrosinistra. E del Pd. Partito, certo, che è anche il suo. Ma al momento soprattutto di Walter Veltroni. E dice cose che non faranno tanto piacere al segretario del Pd, in particolare quando fa notare che una forza che naviga attorno al 33 per cento «non può essere autosufficiente », ma deve allearsi. E quando sostiene che si è sbagliato a rincorrere la destra sul tema della sicurezza. L&#039;analisi del voto la fa subito, senza giri di parole: «La sconfitta è stata grave». E non ci si illuda su facili inversioni di rotta: «La crisi è di lungo periodo perché la sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel &#039;94, non è mai finita. Serve quindi avviare una riflessione approfondita». E qui si toglie il primo sassolino dalle scarpe: «Peccato che fino a poco tempo fa quando dicevo queste cose venivo coperto di insulti». &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Come quando, aggiunge, sosteneva un&#039;altra cosa, &lt;/span&gt;in questo caso sulla Lega: «Per 15 anni ho detto che era una costola del mondo operaio e sono stato attaccato con durezza. Adesso, leggo, hanno scoperto che gli operai votano per la Lega». Fatto sta che ora al potere c&#039;è proprio il Carroccio insieme al Pdl e che bisogna capire come contrastare questo blocco. D&#039;Alema non è affatto convinto che con Berlusconi si possa instaurare facilmente un clima bipartisan per le riforme: «L&#039;esperienza che ho avuto è stata negativa. Del resto la destra una visione padronale delle istituzioni. È come un istinto, non so se riusciranno a dominarlo». E il Cavaliere viene definito «capo dei poteri deboli », dato che «in Italia il capitalismo non è riuscito ad esprimere poteri forti». La strategia per vincere deve quindi cambiare. &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Via allora alle alleanze con le altre forze dell&#039;opposizione, &lt;/span&gt;che in pratica si riducono in Parlamento alla sola Udc (a parte Di Pietro con il quale il Pd si è presentato alle ultime politiche). È qui che cominciano le critiche più severe a Veltroni: «Bipolarismo non significa necessariamente bipartitismo. Anche il Pdl senza la Lega non avrebbe vinto. Dove si vota con un sistema basato sulle coalizioni chi ha il 33 per cento sbaglierebbe se alla vigilia del voto sostenesse l&#039;autosufficienza ». E la sinistra radicale? Occorre un dialogo: «Non è più in Parlamento, ma non è scomparsa. Si tratta di una forza elettorale di circa tre milioni di voti che si è dispersa in parte anche nell&#039;astensione. Le cose che hanno radici nel Paese non scompaiono». &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Ma, soprattutto, bisogna cambiare discorso. &lt;/span&gt;Ad esempio, sulla sicurezza, guai a rincorrere lo schieramento opposto: «Quando si diffonde un sentimento di paura, se la risposta è la repressione e la chiusura, la destra è sempre più credibile di noi, anche se le soluzioni che offre sono illusorie. A noi spetta invece di costruire un&#039;altra risposta che si basi sull&#039;integrazione e il governo dei flussi di immigrazione». Alla fine il ministro degli Esteri (ancora per pochi giorni) torna sugli attacchi della Libia a Calderoli, ministro in pectore, ribadendo il «no» ad ogni ingerenza, ma precisando anche che nel 2006 il leghista sbagliò ad indossare quella maglietta con una vignetta anti-islamica. Il futuro di Massimo D&#039;Alema? «Non sono antagonista di nessuno, non aspiro a cariche. Voglio solo esprimere ed esprimerò le mie opinioni». Fatto che forse lo rende ancora più «pericoloso » per chi nel suo partito la pensa diversamente. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;footnotes&quot;&gt;Roberto Zuccolini&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#cc2026&quot;&gt;05 maggio 2008&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt; 
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    <pubDate>Mon, 05 May 2008 00:00:00 +0200</pubDate>
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    <title>da l'Unità Don Ciotti bene il decalogo contro le mafie</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Mimma Alfonzo Miani)</author>
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    &lt;em&gt;L&#039;UNITA&#039; 5 APRILE 2008&lt;/em&gt;Da Roma ad esprimere la propria soddisfazione per la presa di posizione del candidato del Pd è Don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di &amp;quot;Libera&amp;quot; che scrive: &amp;quot;Caro Walter, il disegno di legge con le misure di contrasto alla criminalità organizzata mi sembra un ottimo testo: articolato, completo, accurato. Certo, ci sarà tempo per eventuali confronti e modifiche, ma la direzione è quella giusta. Bene il decalogo contro le mafie, e bene anche la determinazione con cui hai annunciato il tuo impegno, a Reggio Calabria e oggi a Caserta. Ti saluto - conclude il messaggio di don Ciotti - con la stima di sempre&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I cinque punti contro la criminalità del disegno di legge&lt;/b&gt;- Tutela degli imprenditori sotto il ricatto della mafia che abbiano il coraggio di denunciare. &lt;br /&gt;- La denuncia consentirà l&#039;accesso a misure di controllo e sostegno nonché a contributi stanziati.&lt;br /&gt;- Revisione della confisca di prevenzione e per la prima volta si introduce il concetto di pericolosità del bene, viene introdotta la possibilità di aggredire il patrimonio mafioso anche in caso di morte. &lt;br /&gt;- Rafforzati gli uffici giudiziari in zone a rischio e incentivati i magistrati che accettano di esercitare in zona ad alto tasso di criminalità. &lt;br /&gt;- Il ddl prevede la modifica dell&#039;accesso al patrocinio a spese dello stato, escludendo dal beneficio i soggetti condannati per gravi come associazione a delinquere di stampo mafioso. &lt;br /&gt;- Si introduce il divieto di erogazione di contributi finanziari da parte dello stato agli imprenditori che abbiano riportato condanne o sentenze di patteggiamento per i reati gravi.  
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    <pubDate>Mon, 07 Apr 2008 08:32:14 +0200</pubDate>
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